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Piattaforma sperimentale agraria

Presso il parco del Castello Museo di Rocca de’ Baldi mercoledì 30 settembre 2020 nel campo varietale frutticolo con antiche varietà di mele locali si sono seminate piante adatte all’inerbimento e alla pratica del sovescio oltre ad una miscela multifloreale per insetti impollinatori. Con questa semina inizia l’attività della Piattaforma sperimentale agraria promossa dal Comizio Agrario di Mondovì in collaborazione con la Facoltà di Agraria di Torino nella persona della prof.ssa Cristiana Peano e dell’agrotecnico Ezio Giraudo.

La sperimentazione che si propone si snoda in tre parti:

  • Realizzazione piattaforma LTE sull’ agroecologia
  • Prime prove sperimentali sulla gestione del suolo
  • Diffusione dei risultati e condivisione dell’approccio agroecologico con istituzioni, cittadinanza e agricoltori

ATTIVITÀ PROPOSTE

Si intende organizzare nello spazio di Rocca de Baldi un dispositivo sperimentale (LTEP: Long Term Experiment platform) che consenta di valutare sul lungo periodo sistemi di gestione alternativi a quello convenzionale e determinarne la sostenibilità attraverso un approccio olistico che analizza tutte le principali componenti dell’agroecosistema.

L’idea è quella dimostrare come è possibile avere produzioni di qualità, rendendo il sistema via via più complesso e resiliente.

Il Socio Piero Marabotto nel corso della semina a spaglio

ATTIVITÀ 1: Si punterà all’inizio sull’ incremento della biodiversità sia pianificata che associata e l’analisi del suo sviluppo negli appezzamenti coltivati con tecniche sostenibili. L’intervenuto sulla biodiversità pianificata è già in atto grazie alla diversificazione colturale dell’appezzamento e potrà essere ulteriormente incrementata impiantando nuove colture.

ATTIVITÀ 2: Per una prima sperimentazione ci si soffermerà in modo particolare sulla fertilità biologica del terreno e sulla presenza di una comunità microbica molto più complessa. Per raggiungere questo obiettivo, saranno studiate le interazioni reciproche tra le piante coltivate e le infestanti, i macro e microrganismi del suolo e la loro influenza sui pools di C e N, le strategie di mitigazione per quanto riguarda l’aumento dei gas a effetto serra (GHG).

L’aumento della fertilità del terreno può derivare da lavorazioni ridotte del terreno, l’aumento degli inputs di sostanza organica, il sovescio e la rotazione delle colture.

Il lavoro inoltre si baserà sulla dinamica del cotico erboso utilizzato in primis per l’inerbimento del frutteto, sui macro e microrganismi e la loro influenza sulla struttura del suolo, sulla funzione dei microrganismi nel suolo.

Tutti i vari obiettivi saranno da inputs per sviluppare strumenti di semplice applicazione pratica basati sui risultati scientifici.

Gli obiettivi specifici delle prime attività sperimentali sono:

  1. studiare l’interazione dell’inerbimento con mix di semi controllato e l’effetto del sovescio sulle colture coltivate nel tempo e nello spazio.
  2. identificare, analizzare e migliorare la comprensione delle interazioni pianta-microrganismi nel suolo.
  3. quantificare e identificare i cambiamenti degli stock di C e N e le dinamiche dei relativi flussi.
  4. creare un modello di pianificazione strategica per le rotazioni delle colture in relazione alla gestione della fertilità.
  5. sviluppare degli strumenti per gli agricoltori per riconoscere e gestire la fertilità del suolo.

I presupposti sono che i terreni con maggior sostanza organica, porosità e attività biologica, come ad esempio quelli in cui le lavorazioni del terreno sono ridotte, offrano orizzonti superficiali fertili che sono più favorevoli alla crescita delle colture dei terreni lavorati.

Il tecnico agrario Federico Odetto passa l’erpice.

ATTIVITÀ 3: Realizzazione di momenti di confronto (workshop, incontri in campo, partecipazione a manifestazioni) con agricoltori, istituzioni e cittadinanza. Verrà inoltre attivata una linea di dialogo e informazione sui social del Comizio Agrario. Si sottolinea l’importanza che le azioni di divulgazione coinvolgano un pubblico il più ampio possibile focalizzando l’attenzione in particolare sui metodi partecipativi e di governance necessari a svilupparli.

Il tecnico agrario Federico Odetto passa l’erpice.

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